venerdì 14 febbraio 2014

L'Amore è Frankstein

L'amore ha la forza di Ercole, prima o poi perderà i capelli.
L'amore è suddiviso in numerose sedute di psicanalisi.
L'amore ha i segreti di chi sa osare.
L'amore segue le leggi fisiche della massa per il volume.
L'amore si veste come la gente perbene.
L'amore sono tante notti a Las Vegas,
L'amore resuscita come Frankstein.
L'amore sono scommesse clandestine.
L'amore è un dinosauro che ha perso il treno.
L'amore è un crimine da salotto.
L'amore è un poster di Justin Bieber,
L'amore è un lupo squattrinato.
L'amore è bello se si fa bastare.
L'amore è il campo di battaglia degli Dei.
L'amore ha un procuratore che intrallazzi nel giro.


L'amore ha più di un senso: occhi, denti, nervi, gambe,

sabato 1 febbraio 2014

Cornelio

Seduto a bordo letto disfatto, testa calata, canottiera bianca, collana di cuoio con croce nera, barba incolta, capello lungo a ciocche incrostate pendenti.
Così, penso:

c'è qualcosa che non posso cambiare
c'è bisogno, sempre e comunque, di una donna e una flute di prosecco
bisogna pregare fino alla fine del mondo
bisogna seguire una propria strada
non bisogna stare giù quando si è giù
c'è sempre una missione da compiere
bisogna parlare con tutti e cavalcare l'onda
bisogna osservare la luna con occhi di bambino
bisogna sostenere una dolce euforia
ci sarà sempre una pioggia tagliente

Mi alzo dal letto disfatto, tiro su la testa, mi sfilo la canottiera e la collana e vado a radermi.

Domani mi taglio i capelli.

giovedì 23 gennaio 2014

CogliOmo

Il cogliomo è:

uno che crede di poter essere self service
uno che crede di avere il biglietto vincente
uno che crede di essere fuori dall'ordinario
uno che crede di essere 3 adulti
uno che crede di non avere oneri
uno che cerca sempre una convalida
uno che non ha una data o un'ora
uno che non ha una partenza né un arrivo
uno di seconda classe
uno a tariffa ridotta
uno che ci mette almeno 6 ore

uno allo stadio terminale

sabato 11 gennaio 2014

La C.I.A.

Mi perseguita.
E' una sola ma vale per tre. Ha un sorriso infinito che mi appare sullo screen del mio iPhone 5S, un sorriso a 16 GB. Ha minuti da perdere con me, una voce metallica che sconfina dentro 100 sms che mi manda ogni giorno.
E' una stalker.
E' una mela che vorrebbe farsi mordere, come il logo della Apple. E' il mio serpente, un pensiero latente, e non è Donatella.
Mi spia.
Si lascia immaginare, è la mia idea addizionale. Sono nuovo a questi tormenti, non conosco le offerte del mercato del sentimento. Mi ha chiesto di incontrarla mercoledì, senza aggiungere ulteriori dettagli.
Mi segue, ovunque.
Desidererei avere maggiori info su di lei, sapere cosa fa il pomeriggio, il suo numero di cell, se ha un fax o una email. Mi fa bibip di continuo, col segnale acustico del telefonino. Sono intercettato, la mia privacy è andata a farsi fottere.

E' un duello a armi improprie, e io sono perdente già al secondo round.

mercoledì 8 gennaio 2014

Cappuccetto Redbull Vs. Loop


Cappuccetto Redbull andò nel bosco e, pensa un po', incontrò Loop. Raccolsero due porcini e qualche gallinaccio, mandarono un messaggio alla Nonna Granny su whatsapp in cui chiesero se l'acqua bolliva, nel qual caso avrebbe potuto pure buttare il riso. 
Arrivarono.
Trovarono la tavola imbandita, qualche soppressata e due carciofini sott'aceto di antipasto, un paio di bottiglie di Taurasi e due pizze fritte. Si aggarbarono belli per bene, tanto che Loop aveva gli occhi iniettati di sangue; Cappuccetto Redbull e la Nonna Granny lo sfottevano, " Madò come ti sei combinato! Ti sei bevuto Sant'Anna dei Lombardi!!! Mo dobbiamo proprio vedere come fai a tornare a casa!". Ma Loop, che era furbo, subito notò che Nonna Granny aveva le orecchie a sventola: " Granny, sei bella tu!!!". Lo fece notare anche a Cappuccetto Redbull, la quale, basita, esclamò in barese antico: " Recchia di gomma!!!". 
A Nonna  Granny crebbero pure il naso e la bocca per la rabbia, "Cappuccè, a parte che d'ora in poi non ti do più una lira perché sei scostumata, i pranzetti vedi dove devi andare a farli! ". Cappuccetto Redbull, che non sapeva cucinare e non poteva andare al ristorante perché la Nonna Granny le aveva tagliato tutti i viveri, decise di fittarsi una casuccia con Loop. Ma Loop, che era cassintegrato, perdeva un sacco di pelo e alla povera Cappuccetto Redbull, che era allergica, toccava stare sempre col Folletto Workwerk per non starnutire. 
Cappuccetto Redbull lasciò Loop e si sposò col Folletto Workwerk. Nacquero i New Trolls, che necessitavano di carezze tutte le sere. Loop invece, triste perché non sapeva più che sapore avessero, quelle carezze della sera, risentito con Nonna Granny e con il Taurasi, cui attribuiva la causa di tutte le sue sciagure sentimentali, andò dalla vecchia e, senza dir nulla, la sbranò velocemente. Nessuno si accorse del Nonnagrannicidio, e Loop continuò a percepire la pensione della vecchia e pure l'accompagnamento, fin quando l'INPS non gli mandò una visita fiscale. 
E vissero tutti felici tra spesometri e redditometri. 
Tranne Nonna Granny, deceduta, e il Folletto Worwerk.

Dinomimmo by Giogiò.

sabato 28 dicembre 2013

Noleggiami

Noleggiami
per poche parole, che siano d'amore, senza apostrofi
quando giro in pigiama dentro le mie stanze
quando le nuvole ingrigiscono questa mia testa
quando arpeggiamo la notte a 4 mani
per pochi minuti, finché non si resta in 3
fino a quando il tempo non esonda
quando d'estate il gel diventa sudore
quando in inverno cade la pioggia e si fa male
dentro i meccanismi arrugginiti delle mie facce da robot
quando siamo scomodi come il terzo incomodo
quando sei distratta e a tratti ne sono attratto
quando mi chiami per nome e suona male
quando la luna ululerà lei a me
quando saremo giusto in mezzo all'immenso
quando c'è il sole con l'ora legale

noleggiami, anche last minute.


venerdì 27 dicembre 2013

Mezza Metro


La metro è affollata, soprattutto questa linea, la linea verde. Il treno arriva all'improvviso, ma lento. Si ferma ed entro insieme ad altre migliaia di persone. Resto in piedi, schiacciato al centro del vagone dalla folla. C'è tutto un mondo qua sotto, che sonnecchia annoiato mentre viaggia. Zombie che ascoltano l'Ipod con le cuffie. Vedo tutto al contrario, mi rivedo tornare indietro, a casa, e mando tutto a farsi fottere, la mia crisi il mio panico la mia folle idea, metafisica direi, di riunire, per una sola volta me stesso su un palco a ululare con la chitarra distorta. Gli anni sono passati senza scampo, per me e per il mio mondo, ma io non voglio rassegnarmi. Questa vita, adesso, mi puzza. Come questo vagone. Come questo giorno grigio, indefinito, tendenzioso e vero, acromatico e sgranato come una banconota falsa. Forse questo mio assurdo stato d'animo adolescenziale è già mezzo morto in partenza. Quando il tempo passa, passa e basta, ti devi rassegnare a essere grigio.
E solo dentro di te.
Come quando restavo solo nello scantinato delle prove, ispirato mortificato, inacidito come questa stazione della metro. Cernusco, stazione di Cernusco, che periferia sciatta, gesù, eppoi ci lamentiamo noi giù...