domenica 3 marzo 2013

L'Ammore


L'ammore l'ammore è a tutte le età
è un corso di kick boxing, a frequenza quotidiana
è mangiare cinese anche se non ti piace
è prendersi a pugni e cercare pepite
è tenersi allenati in modo che il sesso sia funzionale
è un zompa di qua e un zompa di là
è donare tutto il corpo, lifting compresi
è lavarsene le mani facendo Pilates
è fare hop hop cavallo sul letto alle 3 di notte
è sentirsi artistici scrivendo cazzate
è uno sguardo dolce che ti indora la pillola
è riabilitante per le tendiniti ai ginocchi
è cambiare postura per sembrare più giovani...

L'ammore l'ammore è chiedersi ogni giorno dove siamo.

martedì 26 febbraio 2013

Sepoltura

Non ne avevo il coraggio, ma prima di uscire l'ho dovuto fare.
Era rinchiuso nel garage.
Triste e abbattuto.
Lo sguardo sconfortato.
Ha capito che questa non sarebbe stata la sua domenica.
Attendeva la fine della sua estate.
L'ho abbracciato per l'ultima volta.
Gli ho detto " Perdonami fratello, ci ho voluto credere...".
L'ho preso delicatamente.
L'ho infilato in una busta nera di plastica.
L'ho riposto nello scaffale in alto.
Il mio coccodrillo di plastica.

sabato 23 febbraio 2013

Verticale Orizzontale


Rientravo, nella notte densa, il finestro dell'auto tutt'abbassato. Il braccio steso fuori, giocava col vento: una volta in verticale, una volta in orizzontale. In verticale il vento ci sbatteva contro, il braccio, con forza lo sbatteva, tendeva a spezzarlo; in orizzontale si accomodava sull'angolo giusto, sfiorava dolcemente sull'angolo di portanza facendolo volare.
Mi veniva in mente lei...
Sorriso ebete, continuava, il braccio, a giocare col vento.
Così come lei gioca con me: mi sbatte, o mi fa volare.

Innaffiatoi



Mi sveglio, è l'alba. Il primo pensiero è lei, il secondo una sigaretta. Mi dico " maaaa', mi sta ammazzando il pensiero di lei, più di questa sigaretta amarissima...". Metto a fare un caffè, un po' di latte magro freddo con i biscottini del Mulino Bianco: gli Abbracci, che te le dico a fare?
Mi pianto davanti alla portafinestra che dà sul giardino. Faccio stretching. Non sono un palestrato fanatico innamorato della sua tartaruga addominale: lo faccio per scuotere il cervello ancora annebbiato.Mentre mi streccio partono gli innaffiatoi automatici. L'erba del giardino ha un colore verdastro cianotico, giallognolo in alcune parti, sgraziato in altre. Gli innaffiatoi partono due volte al giorno: una di prima mattina, l'altra a tarda sera.
Ecco, quell'erba sono io.
Mi basterebbe che lei mi innaffiasse un paio di volte al giorno,con un paio di abbracci alla mulino bianco...
Renderebbe questa erba meno cianotica.

Scacchi


Partita a scacchi, cavallo l’alfiere regina. Quello è un cavallo, beccarlo non è facile. Le sue mosse sono strategia pura, sceglie orari impensati, molto sul tardi. Pensa di potermi fottere, ma la è era mia.
La mia tattica è surriscaldata, non so prevedere se quest’attesa diventerà troppo lunga. Per ora attendo, ma la voglia di concludere la partita fa i conti col mio cazzo in erezione. In questo preciso istante vorrei essere lontano mille miglia da qui, da questa fottuta scacchiera, da tutte queste fottute astute mosse. Mmmm, forse il cavallo si sta cagando sotto, e allora alfiere ecco che ti incula.
Muoviti cavalluccio, chiudiamo la partita...
Regina è affamata assatanata, insaziabile, voglia di domare alfieri e cavalli. Mi restringe le residue possibilità di vittoria, mi si accartocciano le palle al sol pensiero. Cavallo mangia nel buio, la sua voglia di scopare gli fa sbagliare le mosse. A me viene da ridere.
Cavallo rivestiti, nudo fai schifo.

martedì 19 febbraio 2013

Non Mi Ascolto Più


Io non oso.
Nell’esatto momento in cui rimetto piede in casa tasto il polso alla mia stasi terribile. Stare sempre in disparte, ad aspettare, ad odiare.
Non so cosa osare.
Forse sono ancora in tempo. Forse resterò illeso. Forse la notte, forse al buio. Devo urgentemente mettere le mani nella mia vita e smuoverla.
Occhi appannati traslucidi. Una rabbia compressa che non trova sbocchi, presenza costante, la parte rassegnata di me. Fare convulso e maldestro, dissolversi nel nulla. Mi cercavo nel vuoto, cerco di sorprenderlo, ma la paura di lui mi prende alla gola e allo stomaco. Ingoio una bustina di aulin, sudosudo, gocce di sudore davanti agli occhi e lo sguardo bastardo. L'odore freddo delle stanze vuote di casa mia.
Il timore di vedere la mia vita scivolare via, il tormento, banale e inutile. In fondo io che c’entro con questo mondo di ragazzini? 
Cerco conferme, atteggiamenti e espressioni insoddisfatte ironiche inquietanti. Non mi ascolto più, nonmiascoltopiù...

Un Posto All'Ombra


Dove sto andando non lo so.
La strada giusta sarebbe quella che porta alla verità. Ma la verità non ha una giusta direzione: è una favola. Potrei tirar dritto e nulla mi verrebbe garantito. Potrei trovare, durante il cammino, uomini e donne, forse anche la De Filippi. Preferirei più uomini che donne: gli uomini non hanno idea della verità, mi fanno comodo. Avrei ancora molto da costruire, in questa vita: in quell'altra gradirei quantomeno non lavorare. Vorrei essere un cittadino del mondo, e non un Dino in un'unica città del mondo. Vorrei arrivare in un posto dove il futuro mi parla, dove a guardarti indietro non ci vedi nessuno. Un posto dove tutti ti salutano, con buona pace della tua salute. Rendermi sostenibile senza aiuto di nessuno e sviluppare una mia idea particolare di vicendevolezza. Essere sempre alla ricerca, ma senza trovare, provare a realizzare l'impresa. Un luogo dove il tempo sia un diritto e non un dovere.
Vorrei un posto all'ombra, almeno: con questo sole che mi picchia in testa, vaneggio.