Prego solo Dio di non volermene. Non avrei voluto farlo, eppure lo sapevo che sarebbe finita così, da coglioni...
mercoledì 7 dicembre 2011
Cervaro Bridge Jumping.3
Prego solo Dio di non volermene. Non avrei voluto farlo, eppure lo sapevo che sarebbe finita così, da coglioni...
martedì 6 dicembre 2011
Cervaro Bridge Jumping. 2
“ Non dirlo... Non saltare... ti prego...”
“ Non avrei dovuto... lo sapevo, eppure... sono un coglione...”
C'è il vuoto dentro di me. Da quattro mesi non respiro. Sono le quattro del mattino. Le quattro e trentasei. E' un autunno stronzo. Non ho freddo. Non ho paura. Avevo un sole e un'estate dentro. Vento e buio. La notte è appannata, se n'è stata tutto il tempo appiccicata sul parabrezza. Non ho paura, non mi voglio bene così tanto. Ormai.
“ Non ho più paura... adesso, sai?”
“ Non dirmi così... Non devi dirmi nulla... scendi... ti prego...”
“ Non ho più paura a... sentirmi coglione...”
Il vuoto è sotto di me, ma me lo sento addosso. In bilico sul Ponte. Sotto, il torrente che scorre. E' solo acqua, e continuerà ad esserlo. Fondale basso. Mi mancava l'aria. adesso mi manca lei. Sempre di più. E questa assenza non mi lascia vivere. Non avrei dovuto farlo.
“ Non avrei dovuto... farti niente...”
“ Non mi hai fatto niente... mi hai dato... tutto...”
“ Dimmi che non... avrei dovuto... dimmi che... sono un coglione...”
Non avrei dovuto mandarti questi messaggi. Non avrei dovuto mandarti questi segnali. Tu non sei mia. Tu sei solo tua. Sei sempre stata solo tua, fin dall'inizio. E adesso sei qui. E voglio morire, almeno questa volta. Il vuoto è dentro. Peggio, è sotto di me.
“ Tu non sei...mai stata mia...”
“ Non puoi dirlo... questo... scendi... fallo per me...”
“ Almeno questo... lascia che lo faccia per me... da coglione...”
Le punte dei piedi già oltre il parapetto. Le mani pronte a spingersi. I pensieri legati con una pietra al collo. La mente libera, pronta per il salto. In equilibrio precario, sul cornicione del ponte. Tu che cerchi di guardarmi in faccia. Tu che sei il mio immenso, e adesso mi toglierò di mezzo. Sarà un attimo. Uno solo. Non volevo. Non avrei dovuto.
“ Io avrei voluto... ma non sono riuscito neanche... con te... io...”
“ Non saltare...”
“ Non avvicinarti... non devi... non voglio...”
“ Non saltare... non... farlo...”
E' un attimo.
Salto.
Di più...
Jazz
lunedì 5 dicembre 2011
Aspetto
Zucchero di Kanna.2
Alle piùomeno dieci ci vediamo con Nic al Puzzo, il pub che è il nostro campobase. E’ importante avere un punto di ritrovo serale, una sede consiliare dove poter incontrare tutti e nessuno. Ci troviamo Maria A Pacc, così denominata perché ride scherza senza limiti eppoi tutto d’un tratto si deprime. Di questi tempi la depressione va molto di moda nell'ambito Puzziano.
Io e Nic beviamo, tanto per cambiare, che dopo la baldoria di stanotte mo’ che t’aspetti? In dieci minuti esattesatti stiamo mezzi imbriachi e ridiamo come imbecilli e barcolliamo tutti storti. Maria A Pacc non vorrebbe che ci combiniamo così, lei è una che non sempre si lascia andare alla devastazione etilica. Ma stasera si alcolizza pure lei, tanto per entrare in sintonia: dieci minuti esattesatti e sta peggio di noi, ride come un’idiota e barcolla tutta storta: tra non molto si deprimerà.
Mezz’ora dopo abbandoniamo il Puzzo e entriamo sull’autostrada, con la machina, è ovvio. La crisi post alcolica è al top, per cui la voglia di scappare via da ‘sta città del cazzo è forte. Siamo sempre convinti che se c’è una città al mondo ad essere inutile quella è la nostra. Chissà quanti altri cristi pensano l'istessa cosa del posto in cui vivono. Ma poi, a noi, chi ci costringe a restare qua?
Entriamo sulla A14 ovviamente in direzione nord. Quando imbocchiamo la A14 ci viene d’istinto dirigerci verso nord, perché a Nord c'è l'Europa intera, e per noi che ce ne stiamo buttati qua al sud, nella morìa, l’Europa è come un miraggio irraggiungibile, è l’idea fine a se stessa di libertà. Maria A Pacc cazzeggia da sola sul sedile di dietro, io reggo a malapena Nic che, seduto, ogni tanto si affloscia sul volante.
Alla prima area di servizio, dopo un totale di dieci undici chilometri percorsi, benzina che lampeggia a riserva, Nic mette la freccia, titic e titac e entra. Ci infiliamo nel bar, facciamo una colletta tra di noi e compriamo una bottiglia di spumante scadente, di quelli che vendono pure alle bancarelle di Piazza Giordano in periodo natalizio. Il bar è deserto, il barman ci guarda storto. Facciamo il nostro grande acquisto e, bottiglia alla mano, fuggiamo fuori. Tutti contenti stappiamo e facciamo schizzare lo spumante da tutte le parti. Cin cin!
Ci sbrodoliamo di spuma scadente, alle quattro di mattina. Poi Nic si decide a rimettere in moto la carriola. Maria A Pacc ormai collassata ronfa alla grande, io ho vomitato pure gesucristo ed ho due occhi rossi come peperoni.
-‘Ndò vado?- dice Nic con la voce impastata di saliva.
- A casa coglione, dove cazzo vuoi andare?
Voglio Chattare
domenica 4 dicembre 2011
Il Varco
Il Varco si apre quando ti ripeti tutti i giorni che in fondo questa è una vita
Il Varco si apre quando la notte ti diventa aliena e sai che non smetterà mai
Il Varco si apre quando Lei scivola in una toccata e fuga
Il Varco si apre quando l'attesa diventa inutile e le due anime si sporcano
Il Varco si apre quando il giorno è sguaiato e non fa più sconti
Il Varco si apre quando il tuo Io diventa poco plausibile e si vende per poco
Il Varco si apre quando ascolti Jeremy e ti sembra che non abbia parlato
Il Varco si apre quando vive un flash back senza colonne sonore
Il Varco si apre quando finisci per caso dentro di te
Il Varco si apre quando Lei vai e tu dici E io?
Il Varco si apre quando non c'è destinazione precisa, un nonsodove, un nonsocome
Il Varco si apre quando i minuti sono imprendibili e i secondi non son secondi a niente
Il Varco si apre quando ti sei perso nei quando e nei perché
Il Varco si apre quando la luce diventa chiara ma ferita
Il varco si apre quando la tua rabbia comincia a parlare da sola
Il Varco si apre quando ascolti Jeremy e ti sembra che non parlerà più
Il Varco si apre quando tu che hai in testa un La minore te lo ritrovi maggiore e di settima
Il Varco si apre quando la tua ironia si fa laconica o anche si fa mibemolle
Il Varco si apre quando sei in finale ma perdi 3-4 nei minuti di recupero
Il Varco si apre quando sei confuso e questo ti confonde
Il Varco si apre quando erutti come un vulcano ma anche quando rutti
Il Varco si apre quando sei in due circondato da mille
Il Varco si apre quando le tue idee le hai stese al sole ad asciugare
Il Varco si apre quando un stacco di batteria non prelude a nessun fraseggio
Il Varco non si chiude più.