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venerdì 13 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 42


Sono in surplace dentro il mio Io.

Immobile nel mio Io che ha subito un altro sgarro.

Il mio Io uguale a tanti altri Io.

Il mio Io piacente.

Il mio Io simpatico.

Il mio Io originale.

Il mio Io che non mi merito.

Il mio Io nel nulla.

Il mio Io senza sound.

Il mio Io aritmico.

Il mio Io non del tutto assente.

Il mio Io che non durerà a lungo.

Il mio Io non del tutto piatto.

Il mio Io single forzato.

Il mio Io boccata d’aria sporca.

Il mio Io retrostimolante.

Il mio Io che sanguina.

Il mio Io tante volte non propositivo.

Il mio Io quasi in coma.

martedì 10 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 41


Come Ti Complico La Storia Con La Bovina.

Starring: io, la Bovina, il telefono;

Regia: io;

Sceneggiatura: Nic Scorreggia.

Trama: un giovane piacente del Sud, che ha seri problemi sentimentali, dopo aver fatto una figura meschina nel letto dei nonni con una ragazza, decide di consultare uno dei suoi migliori amici. L’amico scorreggione consiglia di metterci una pezza telefonando alla ragazza in oggetto per invitarla a cena, giusto per farle capire con che razza di Vero Uomo ha a che fare. Il Giovane Piacente del Sud, precisa che per tal ragazza il cuore in realtà non batte, nonostante ella sia piuttosto avvenente. L’Amico Scorreggman obietta che è comunque suo preciso dovere di maciomen interloquire con la ragazza e chiarire lo spiacevole disguido sessuale occorso nella residenza estiva degli avi. Il Giovane Piacente del Sud si lascia convincere e telefona alla ragazza: ella cortesemente ed elegantemente declina l’invito a cena.

Finale: il Giovane Piacente del Sud tende un agguato allo Scorreggman, lo cattura, lo castra e i suoi coglioni li mette sotto spirito.


domenica 8 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 40


Al Puzzo c’erano le nostre due/tre amichette ben mototruccate, stasera è sabato e ci si acconcia bene per andare a ballare.

Stavo benino, stavo sicuramente già meglino di prima. Sparavo stronzate a raffica e tutte le donne mi stavano a sentire, caso strano. Tenevo banco, ero al centro dell’attenzione, neanche me lo spiegavo bene perché. Anche la Bovina si è avvicinata, attratta da tutte le risate delle mie scenette da cabbarè. Anche Tina si è avvicinata, all'inizio timorosa ma poi più a suo agio. Dopo dieci minuti sembravano tutte grandi amiche tra loro, ‘ste stronze. E tutto questo grazie a me che le tenevo unite con una speciale verve che a volte mi viene fuori dopo una serata finita a non suonare. Sembravo un playboy, un po’ malinconico e un po’ comico, vestito da papanonno/torero.

Invece Raff se ne stava in disparte, le donne non se lo filavano proprio.

Di colpo raff è uscito dal Puzzo, s'è impalato a fissare l’impalcatura del palazzo di fronte in ristrutturazione. Senza dire una parola ha cominciato ad arrampicarsi, salire salire salire, sempre più in alto. E’ arrivato in cima, a più o meno una quindicina di metri da terra. Si è sdraiato sul tetto e si è messo a guardare il cielo. Noi altri l'avevamo seguito fuori, incuriositi. Le tipe hanno smesso di ridere, erano turbospaventate. Ho capito che Raff stava davvero male per colpa di brutte storie con la guagliona Abbottapall.

Sono salito sul tetto anche io.

Zucchero di Kanna. 39


Tu vai allo Scantinato. Pensi di andarci per suonarci del rock. Pensi di andarci a svuotare la mente. Pensi di andarci per dimenticare la tua solitudine sentimentale. Pensi di andarci per dimenticare che stai senza lavoro e non c’hai una lira. Pensi di andarci per liberarti dall'ossessione delle frasi di tua madre. Pensi di andarci a fare qualcosa di creativo. Pensi di andarci con uno stimolo vitale. Pensi che tutto ciò di cui si parlerà sarà imperniato attorno alla musica. Pensi che si discuterà della nuova cover da provare, del groove da tirare fuori, dei suoni da miscelare con sapienza, degli assoli da calibrare al punto giusto, degli acuti da lanciare senza straforare, dei lanci di batteria, dei riff di basso, dei Deep Purple, dei Led Zeppelin, di Steve Vai.

E invece hai pensato male.

Perché stasera ti hanno dato buca: allo Scantinato non c’è nessuno.


sabato 7 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 38


- Oh, stai bene vestito così!

- Grazie, perché?

- Mi ricordi uno spagnolo, non lo so, mi fai venire in mente il sole, i tori, la corrida...

- Wow, è un bel complimento!

La sera dopo:

- Oh, ma come ti sei conciato?

- Sto vestito come ieri...

- Mi sembri un papanonno!

Gli Altri stanno di fuori di testa, cambiano umore e cambiano idea dall’oggi al domani. Le femmine poi non ne parliamo!, soprattutto quando c’hanno il ciclo!

Perciò un buon consiglio che posso dare è questo: non stare mai ad ascoltarli, gli Altri.


lunedì 2 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 37


Nic Scorreggia ha reperito uno pelato: costui asserisce di suonare la chitarra in una maniera mostruosa. Per adesso il mostruoso è lui, con la sua faccia tutta ciccia e brufoli!

Per iniziare dico di provare un po’ di cover, tipo Deep Purple e/o Led Zeppelin: Pelatone dice che non li conosce. ‘Azz, cominciamo bene! Raff propone di fare Another Brick In The Wall, che è un pezzo che conosce anche mia madre: Pelatone guarda per aria e non risponde. Nic borbotta, dice di provare con gli U2, magari In The Name of Love, conosciuta anche nel più sperduto villaggio dell'Alaska: Pelatone dice quasi con un sussurro che conosce a memoria tutto l’assolo di chitarra di Storie Di Tutti I Giorni, di Riccardo Fogli.

Ma per piaceeeeere!!!


domenica 1 aprile 2012

Zucchero di Kanna. 36


Maggio

Mia madre dice di stare attento la notte, che in giro ci stanno i podologhi che sdrupano i bambini.


Mi ha detto: quella è roba mia.

Gli ho detto: ma chi te la tocca!

E lui: tu te la vuoi fare, e a me mi dà fastidio.

E io: cheee???, io non mi voglio fare proprio nessuna!

E lui: vi ho visti un sacco di volte da soli sotto casa sua a fumare.

E io: oh, ma chiii???!!! Non so manco dove abita!

E lui: non mi prendere per il culo guagliò, che con un cazzotto ti spengo...

Insomma non era Rosa Pajella il suo obiettivo. Anzi, dice che Rosa Pajella i bigliettini sotto il tergicristalli se li mette da sola, giusto per attirare la mia attenzione. Dice che Rosa Pajella me la posso tenere. Grazie, troppo buono. Capito a chi va dietro ‘sto stronzo di Geronimo?


sabato 31 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 35


Mi ha detto:

-io e te dobbiamo parlare.

E io:

- di che?

E lui:

- di chi, non di che.

E io:

- allora di chi?

E lui: -

- lo sai bene di chi...


La Bovina mi ha invitato alla casa dei nonni a Bovino.

La casa dei nonni è vuota, perché i nonni sono morti. La Bovina & Family la usano solo d’estate perché non ci sono i quaranta gradi di Foggia.

Siamo arrivati verso mezzogiorno. Ci siamo portati un po’ di roba da mangiare da casa nostra, perché la casa dei nonni è vuota e non c’è roba da mangiare. Lei ha cucinato con amore e orgoglio. Il pranzo è riuscito bene, i nonni sarebbero stati fieri.

Abbiamo mangiato riso, abbiamo riso, abbiamo. Io ho raccontato qualche storia della mia famiglia. Lei mi ha chiesto com’è che campo ancora sulle spalle dei miei. Mmmmm, interessante… Ti faccio fare due chiacchiere con mia madre, eh? Mi ha chiesto di mio padre. Mio padre è morto quand’ero piccolo, per cui per me i padri non esistono, sono una figura assente. Mi ha chiesto come è morto. Di cancro. Se poi cambiamo argomento è meglio, no?

Dopo mangiato abbiamo pulito tutto. Siamo andati nella camera da letto dei nonni morti, ci siamo sdraiati sul letto. Non abbiamo più riso. Io ero teso, non ero più tanto Palomo. Dentro mi sentivo che il cuore non batteva, e se il cuore non batte io ho paura in queste situazioni. Lei si è tolta la camicia, è rimasta col reggiseno bianco. Ha tolto pure quello, di slancio. C’aveva due tette mostruosamente belle e bianche. Ha cominciato a baciarmi tutto. Io sbianco, rigido come un baccalà. Mi ha messo la mano là, proprio là. Mi ha cominciato a strofinà. Mi prendeva ‘sta faccia qua e se la strofinava là. Io proprio zero. Quel cachisso sfatto che ho tra le gambe non ne voleva sapere. Ero tutto sudato. Poi lei si è scocciata di non farmi eccitare e si è messa seduta sul letto con le braccia conserte. Mi fissava.

Mi è venuta l'abbiocco del dopo pranzo.

E me ne sono andato al sonno.






giovedì 29 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 34


Abbiamo provato un tastierista, non sappiamo più che cazzo provare per tenere in vita il sogno Kancabaya. Ci siamo dati convegno allo Scantinato e qua gli abbiamo messo in mano il nostro pezzo slow più rappresentativo: Ce Le Ho Gonfie. Volevamo vedere come riusciva ad arrangiarlo, se uno è in gamba un pezzo lo prende e te lo stravolge in due minuti.

Non ti dico.

Ha fatto venire fuori uno swinghettino moscio moscio e lagnoso. Raff ha detto:

- No no no, non va bene, questa canzone deve essere lenta però interpretata dura, con un accompagnamento insieme hard e psichedelico, con assoli di chitarra distorta e un tappeto di bicorde sotto…

Aveva perfettamente ragione, per cui abbiamo detto al tastieraio che gli facevamo sapere (Ciaaaoo, vafangulo tu e lo swinghettino). Poi, proprio per non sputtanarlo davanti al tipo, glielo abbiamo detto a Raff che quello suonava le tastiere:

- Ta-stie-re, Raff, capito? Tastiere, non una chitarra punk!


domenica 25 marzo 2012

Zucchero di kanna. 33


Ero riuscito con un colpo solo ad organizzare una uscita a quattro. Ho acchiappato per telefono la Bovina e le ho detto se volevamo andarci a fare una pizza, e non ci contavo molto visto i miei modi di fare da lunatico. Però lei ha detto sì: solo che c’aveva già un mezzo appuntamento con un’amica e non la poteva mollare così su due piedi. Io ho detto che andava bene lo stesso e che portavo pur’io un amico.

Pensa e ripensa, mumble mumble, non mi viene l’idea geniale di invitare Geronimo? Ho pensato che forse poteva convincersi che non sono lo stronzo che gli toglie il pane femminile dalla bocca, magari poteva restarci contento e finirla di meditare pestaggi sanguinolenti nei riguardi del mio ossuto corpicino.

Partiamo in mezza serata, tutti e quattro con la mia macchina del cazzo, belli rampanti e pimpanti, l’amica della Bovina ben conciata nel look, Geronimo taciturno ma con l'aria felina sorniona, una situazione da farmici un monumento per come l’avevo escogitata e per come stava riuscendo bene.

Ma.

La mia macchina del cazzo, sì, proprio del cazzo, dopo cinque minuti di nostre facce raggianti non si va a fermare ingolfata e ci lascia in mezzo alla strada al freddo e al buio? Un nervoso, porcoggiuda! Loro sono tornati indietro tutti incazzati con l’autostop, promettendomi che sarebbero tornati a prendermi con un’altra macchina.

Chi li ha visti?

Zucchero di Kanna. 32


Geronimo ha organizzato una squadra di calcetto per un torneo. Ci chiamiamo I Distillati, e stasera c’abbiamo il debutto. Quando arrivo al campo, Geronimo mi guarda un po’ storto, e a me rivengono subito le idee di pestaggi al riguardo della storia dei bigliettini a quadrettini minacciosi lasciati a Rosa Pajella e al suo tergicristallo. Per fortuna la cosa passa subito, perché lui fa girare un paio di cannoni che accappottano di brutto tutta la squadra. Scendiamo in campo come degli zombi, dopo dieci minuti già perdevamo sette a zero. Meglio non dire com’è finita. E’ stato durante l’intervallo tra un tempo e l’altro che mi sono venuti un po’ di pensieri profondi...


La paranoia è:

1. organizzare una session nello Scantinato, io Raff Nic e Maria A Pacc, e rendersi conto dopo dieci minuti che la musica prodotta è una palla mostruosa;

2. un tavolo di solite facce al Puzzo;

3. Tina, che per farle fare un sorriso la devi pregare;

4. la Bovina, che continua a non cagarmi più;

5. Raff che litiga con l’Abbottapall;

6. Maria A Pacc che mi guarda e abbassa lo sguardo;

7. i miei programmi fantasma a Radiopace;

8. le scorregge di Nic;

Torni a casa alle tre di notte, apri la finestra della tua camera e ti butti di sotto.

Ciò non sortisce alcun effetto se abiti a pianoterra.



Zucchero di Kanna. 31


E proviamo un’altra soluzione, bisogna trovarla per forza a ‘sto punto: la nuova tendenza del drum’n’bass, ‘sta nuova moda che arriva dall’Inghilterra solo basso voce e batteria. Potrebbe starci bene come ripiego, così possiamo evitare di cercare un chitarraio, perché rischi di ritrovarti tra le palle certi tipi assurdi.

Ci diamo appuntamento io Raff e Maria A Pacc allo scantinato. Tentiamo di rivalutare e rivedere i pezzi nostri in questa nuova chiave di lettura. Raff improvvisa tempi secchi e io dietro a riffare ossessivo e un po’ kitsch. Che ti devo dire! Una tortura per le recchie, roba che solo alla festa di Segezia ci potrebbero accettare! Vabbè le nuove tendenze, vabbè che stiamo inguaiati a suonare, però ‘sto drum’n’bass è proprio un abbottamento di palle unico, senza ‘na bella chitarra distorta che ti spacca.

Ci è venuta la voglia di telefonare a Artù. La nostalgia era nell’aria e si era stampata sui muri dello Scantinato. Abbiamo chiamato dopo aver cercato una cabina telefonica sana e funzionante, e non è stato facile. L’abbiamo trovato un po’ moscio: dice che si sta bene al Nord, c’è il lavoro, ci sono le femmine che te la danno, ci sono un sacco di cose da fare e da vedere. Non come a Foggia che ci sta la morìa delle vacche. Però gli mancano gli amici veri, quelli come noi con cui ti puoi sfogare fino in fondo.

L’abbiamo consolato come meglio abbiamo potuto e poi tutti a nanna. Quando c’hai la nostalgia per un amico lontano è inutile che te ne vai in giro a tentare di fartela passare.

sabato 24 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 30


La Bovina ricomincia da tre, e io sono il suo Lello Arena, la sua preda demente. Stiamo al banco del Puzzo, a fare le ragnatele sotto le ascelle. Lei mi offre da bere facendo la Paloma. Quando mi offrono da bere non dico mai di no: ma stavolta questo mio attaccamento ai beni materiali mi costa caro, perché la Bovina parte un’altra volta a ciarlare e non si ferma un secondo.

Sul tardi la mollo con la tattica del “mo’ ti parlo dei cazzi miei drammatici”, che funziona sempre. Me ne vado a casa inacidito come uno struzzo. La Bovina sarà anche bona, niente da dire, ma quanto rompe, gesùcristo! Si mette nelle orecchie e ti fa due coglioni così!


Abbiamo provato un chitarraio mezzo sbandato che aveva messo un annuncio su Città Bazar. Ci serve come il pane, visto che stiamo praticamente col culo per terra da quando Artù se n’è andato.

E così c’eravamo io, lo sbandato, Nic e Raff nello Scantinato, per provare una session insieme e vedere cosa riuscivamo a produrre acusticamente. Sto chitarraio sbrandato due palle con tutti i pezzi di Jimi Hendrix, svisate di sopra e svisate di sotto, ululati metallici e volumi strapompati che sembrava di stare a Woodstock con le orecchie appiccicate alle casse da un milione di watt!

E quindi l’abbiamo sbolognato: ciao ciao ti facciamo sapere (ma vafangulo tu e Jimi Hendrix!).

Terminata questa session filodrammatica ce ne andiamo al Puzzo, dove di primo impatto noto la Bovina che pascola: non mi caga per niente. Non la capisco, e non mi capisco neanche io. Prima che mi si era menata addosso come una zecca ero io a non cagarmela più di tanto, è bona però non mi dava l’input. Mo’ s’è raffreddata completamente e mi ignora: sicuramente si è inorgoglita e le dà fastidio il fatto che ho fatto il macho freddodistaccato. Un po’ come è successo con Pamela. Forse sono un narcisista di merda, di quelli da prendere con le pinze e buttare nel cesso.

O forse nel cesso ci sono già?





domenica 18 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 29


E’ arrivata la Pasquetta, che palle. Si è deciso come al solito per il Gargano, la Cidiemme tutta gasata che chissà che grande gita: posto visto/vissuto mille volte.

Ci stoppiamo su una spiaggia vicino Peschici, e qua tutta la Cidiemme si disperde: chi va a cannare, chi va a giocare a pallone. Io non avevo voglia di sfiammarmi, e neanche di pallonare: mi prendo Tina sottobraccio e ce ne andiamo a passeggiare in riva al mare. La sensazione è piacevole, si sta bene e chiacchieriamo come due fidanzatini. Lei mi butta le braccia al collo e mi sbaciucchia, io cerco di fare un po’ resistenza, tipo Edoardo Palomo della famosa telenovela: 'sta cacacazza come ti imboschi si butta incollo!

Al tramonto tutta la Cidiemme si ricompone, chi sudato per il pallone e chi sudato per le sfiammate cannatorie. Ci trovano sdraiati a contare le onde: io, metafisico, quelle del mare, Tina, più grezzotta, le Honda che passavano sfrecciando sul lungomare.


sabato 17 marzo 2012

Zucchero di kanna. 28


Certe sere vorrei fare una strage.

Ammazzerei tutti quelli ke inkontro, solo perké sto male dentro e penso ke sia kolpa di tutti. Questo sentimento ke ogni tanto si fa vivo mi sembra un brutto sentimento nazista. Quando c’era l'okkupazione tedeska in Italia , i partigiani, per sfotterli, lasciavano skritte sui muri con le kappa al posto delle ch: perkè i tedeski ignorantoni quando skrivevano in italiano spesso esageravano con le kappa al posto delle ch.

E kosì stasera mi sento un nazista in una serata col kappa.


venerdì 16 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 27


Fioccavano tutte le teorie su questo giallo del fogliettino a quadretti minaccioso infilato sotto il tergicristallo della macchina di Rosa Pajella. Mi si è seduta a fianco la Bovina, e non so se fosse solo per il fogliettino. Ha cominciato a parlare, parlaparlaparla e parla. Ma più parla e meno mi dice qualcosa.

La Bovina non mi tira per niente, come l’altra volta, anzi peggio dell’altra volta. Anche perché forse sto un po’ Dan e sfatto di erba: eh eh eh, sghignazzo, sghignazzo sghignazzo con una tremenda faccia di cazzosghignazzo. Lei intanto parlaparlaparla, con un accento di “o” chiuse che lasciano intuire, tra i fumi di erba, delle origini di montagna subappennina. Infatti dopo circa dodicimila parole dice che i suoi sono di Bovino. A fine serata si offre di accompagnarmi a casa. Penso si aspettasse chissà che da ‘sto passaggio, ma sono le tre, e io non capisco niente quando scendo dalla macchina: tutto gira e tutto si spegne, eh eh eh, e sghignazzo, sghignazzo sghignazzo facciadicazzo...

Ciao, ci vediamo cia’, eh eh eh…


martedì 6 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 26


aprile

Mia madre dice di stare attento la notte, che c’è gente che va in giro a regalare sigarette drogate. Magari!!!

Al Puzzo entra Rosa Pa-jella e subito tutti a toccarsi le palle. La poverina si infastidisce non poco, queste dicerie sul suo conto dovrebbero finire a un certo punto. E invece non ci facciamo una bella figura da progressisti, ci facciamo la figura dei provincialotti creduloni.

Rosa Pajella tira fuori dalla borsetta un foglietto raggrinzito. Dice che l’ha trovato sotto il tergicristalli della sua macchina e che si è turbata molto a leggerlo. E' di un suo spasimante allucinato e non è il primo foglietto che trova. Questo biglietto è piccolo, a quadretti, e c’è scritto:

Primopoi tu sarai mia e di nessuno altro, e tutti queli che ti piaciono io li prendo e ci facio un culo a tarallo.

Mmmmm, fa bene a spaventarsi Rosa Pa-jella. Effettivamente il biglietto è d’amore ma anche un po’ minaccioso. Glielo tolgo dalle mani incuriosito, e quando ho finito di leggerlo mi turbo pure io. Non dico niente, però ho già capito che qua sotto c’è la mano di Geronimo. Mi vedo un po’ maluccio: un altro casino, porcatroia, eppoi dice che non devo stare Dan!


sabato 3 marzo 2012

Zucchero di Kanna. 25


Andamento Standard Settimanale:

Lunedì: mortorio/Puzzo/rientro scoglionato ore due.

Martedì: a volte Scantinato/a volte Puzzo.

Mercoledì: Puzzo chiuso/quindi mortorio zona Piazzetta.

Giovedì: Scantinato/se no m’incazzo.

Venerdì: ballo/sballo al Daddy/attesa del nonsocchè.

Sabato: trasferte ubriacatorie.

Domenica: mortificazione totale, vedi anche dal lunedì al sabato.



Quando sto un po’ depresso mi viene un mutismo irragionevole. Me ne sto da solo in mezzo agli altri senza dire nulla, misantropo e idiosincratico. Mi piace catalizzare l’attenzione in questo modo, mi sembra di essere il centro dell’universo negativo. È un atteggiamento che mi sale d’istinto e può durare giorni e giorni. Non riesco bene a spiegarmelo, e a dire la verità non sto neanche a spenderci troppe energie: sono poche per cercare di trovare una spiegazione. Può essere che sia la contrapposizione naturale alle maschere di finta serenità quotidiana: ti senti stufo di fingere di stare bene, ed ecco che in netto contrasto viene fuori quello che c’hai dentro. Come un incontro di boxe tra te e Rocky Balboa: lui sicuramente ti mette al tappeto dopo due secondi e si mette a urlare Adrianaaa!!!, mentre tu a chi cavolo potresti chiamare?

Quando sto così dicono che somiglio a Dan Aykroid nel film dei Blues Brothers, che se ne stava sempre muto come uno zombie.

Oggi sto un po’ Dan.


domenica 26 febbraio 2012

Zucchero di Kanna. 24


Sono fermo alla fermata dell'Amore, ma non passa nessuno. Spero sia quella giusta. E che non ci sia uno sciopero.

Serie sconcia di pensieri che mi assale all’improvviso. Arrivano come meteore impazzite e mi sbruciano l’atmosfera, che è quella del Daddy, una disco piccola e affollata: si suda come cammelli.

Maria A Pacc per tirarmi fuori dalle mie meteore mi presenta una sua amica di corso da fisioterapista finanziato dalla Regione. Marì, non potevi fare un corso da psicanalista così mi davi una mano?

‘Sta tipa che mi presenta, la Bovina, è bellina: c’ha un culo che non t’immagini. Restiamo da soli e questa si fa filare. Sembra un po’ eccitata, roba che me la potrei fare qua sui divanetti se solo lo volessi. La musica mi frantuma il cervello e una canna passata da Geronimo mi devasta tutto il resto. La Bovina si è messa attorno come una zecca, mi si butta addosso e mi abbraccia tutta presa. Le dico a crudo, stroncato dall’ennesima meteora:

- Oh!, ti dispiace lasciarmi un po’ solo?

Ci è rimasta male.

C’era pure Rosa Pa-Jella con Maria A Pacc, chiamata così non perché cucina bene il tipico piatto spagnolo, ma perchè dicono che porti sfortuna. Con tutte ‘ste donne attorno mi dovrei sentire un po’ galvanizzato, ma il fascio di meteore non mi permette di mantenermi vivo. In più Geronimo, che prima mi ha passato la canna, ha cominciato a sguardarmi storto, cambiando un po’ atteggiamento nei miei confronti. Si vuole filare Rosa Pa-Jella, ci sbava dietro, e siccome a Rosa Pa-Jella gli è venuto non so come il debole per me, Geronimo è geloso: Oh, ma che vuoi da me, non ti rendi conto che per me oltre al danno c’è la beffa?

Non riesco a innamorarmi di nessuna…


domenica 19 febbraio 2012

Zucchero di Kanna. 22


Nello Scantinato l’atmosfera è grigia senz’Artù. Un grigio indefinibile, quasi tendente al nero, una connessione cromatica con i nostri stati d’animo. Ho ripetuto seimila volte uno stesso assolo che cazzo non veniva, per cui lo sfastidiamento era raddoppiato. Raff il batterista stava tutto mortificato, e ‘sta cosa mi puzza, perché evabbene che Artù se n’è partito, ma non penso che sia il caso di starsene così abbattuto! Vuoi vedere che c’ha qualche brutta storia in atto con la Abbottapall?

Abbottapall, la sua guagliona, negli ultimi tempi mi sembra un poco stranita. Certe storie, o forse tutte le storie, vanno avanti d’istinto senza accorgerti che qualcosa si comincia a spegnere. O si è già spento.

E intanto il tempo passa.

Vanno tutti via dallo Scantinato grigio, grigigrigi, al termine di una serata di prove grigie. Resto solo, a scrivere malinconicamente un nuovo pezzo, questo vuoto mi crea l’ispirazione. Si intitola: Muriatico. Me lo canto e me lo fischio rigirandolo come un sogno/incubo. Non è venuto male: sempre meglio di un calcio nelle palle.