lunedì 22 ottobre 2012

Zucchero di Kanna.83



Con Madda l’Indiana mi sembra un disastroso tentativo di fare tombola, e oggi ho fatto ambo. L’ho chiamata al telefono per l’ennesima volta, le ho detto di getto che volevo uscire con lei da solo, da soloooo!, senza né Nic né la sua Amicafriz tra le palle. Lei c’ha pensato su un attimo e ha detto sì!
La vado a prendere a casa sua alle nove in punto, lei abita da sola e questa è un’altra ottima notizia. Le faccio scegliere il posto dove vuole andare, lei opta per un pub fuorimano, perché capisco che non vuole incontrare né Nic né tantomeno l’Amicafriz né altra gente che.
Seduti al tavolo uno di fronte all’altro sbevazziamo drinks, e io proprio non resisto, resto folgorato da quei suoi due occhioni nerineri che non riesco a spizzicare una parola. All’inizio parla sempre lei, parlaparla, ma di cose futili, ma a me sembrano degli argomenti interessantissimi. E poi a crudo mi chiede cosa voglio da lei, e io resto come un prosciuttone. Mi sbilancio, glielo faccio capire che mi sono preso una sbandata seria per lei, e anzi, piano piano riesco a aggiustare il tiro e le chiedo sparato come vanno le cose col carabbinero. Lei si fa pensierosa, dice che non vuole parlarne, e quindi ne so meno di prima.
Quando la riaccompagno a casa lei è ancora pensierosa, e io mi venderei l’anima per sapere cosa pensa.
Se ne va senza dire niente, mentre io resto a respirare pesante.

domenica 21 ottobre 2012

Ponte



Ero a Lisbona, energico, schizzato, cool. Non fiaccato come ora...
Lisbona è tagliata in due dal fiume Tago, per passare da un lato all'altro devi attraversare un ponte maestoso tipo quello famoso di New York. Io ero a sud, la sera attraversavo e andavo a nord. A tarda notte, finito il giro sbevitorio nei locali, dovevo tornare a sud. Ero giovane e forte, entravo in macchina e guardavo in lontananza il ponte, sicuro di me. Il ponte era lì, enorme e illuminato, sembrava chiamarmi. Partivo sgommando e seguivo le indicazioni “Sul ponte”. Finestrino aperto, sigarette e ponte all'orizzonte. Dopo mezz'ora di svolte e semafori finivo sistematicamente sotto il ponte. Macchina in folle, scendevo e lo osservavo, sopra di me: era impressionante! Con tutte quelle indicazioni, come cazzo avevo fatto a finire sotto? Irriducibile ripartivo, sbagliavo le indicazioni e ci finivo sotto un altro paio di volte: ero esausto quando, dopo ore, riuscivo a imboccare la strada giusta e finirci sopra, alle 4 del mattino.
Ecco, con certe donne è così: finisci sempre sotto il ponte...

Vaffanculo crepa



Non sto qui a fare calcoli, voglio che tu legga questo messaggio alle 3 di notte: buona l'atmosfera...
Quando è cominciata? Quando hai acceso questa luce? Tu lo sai? Neanche io. Certe cose cominciano e basta, non mi frega sapere quando né dove arrivano: mi interessa sapere perché. E quando un perché non c'è allora mi preoccupo.
Le donne, per me, sono solo di tue tipologie: quelle che crepano e quelle che non crepano.
Tu crepi.
Non in quel senso, non fraintendermi...
Ci sono quelle che le vedi, le frequenti, poco o molto non importa, ma non sortiscono alcun effetto. Altre che ti creano una crepa, magari piccola, che sta lì e resta una crepa che non si chiude mai. Poi un giorno il destino ti mette davanti una domanda: vuoi provare a vedere se questa crepa si allarga? A primo impatto sei sorpreso, dici no, chemmifrega, restasse crepa, che tanto non mi cambia la vita. Ma questo lo dice la testa, te lo ripete di continuo. Finchè poi parla la crepa, e ti dice: vaffanculo prova...
Ho provato.
Comunque vada resterà una crepa.

mercoledì 17 ottobre 2012

Tuttoperte



Se mi vuoi

mi faccio 28 lavaggi prima di uscire
bevo un Ace tutto d'un sorso
metto spray alla candeggina sotto le ascelle
tratto il cuore con l'ammorbidente
divento gentile con un dosafacile
ti porto tutti giovedì in coloreria
ti regalo il mio ritratto di Dorian Grey
metto la felpa in panno di microfibra
impacchetto il sesso col Domopak
compro la carta igienica maxi
ti canto Foxy Lady a palla
diventi la mia elite senza veli
guardiamo i cartoni dei Puffi e Hello Kitty
usiamo le pentole col coperchio
ti compro gli assorbenti Lines Ultra
ti presto il mio bilama Bic per raderti le gambe
divento sensitivo dal 1975
mi trovi ultradolce e ti imbalsamo
non ti chiedo dove hai messo il sapone
ridipingo le pareti in ivory beige o natural bronze

se ti rifiuti ti meno e la spesa me la faccio da solo...

domenica 14 ottobre 2012

Polvere



Guardo me stesso in controluce e mi vedo pieno di polvere: sembra sia un mese ch'io non mi spolveri. 
E allora per un mese non mi spolvero.
Quando giro di notte per la città vedo folle umane da open week end. Sembra che il sabato sia il giorno 21 e la domenica il giorno 20. Tutto mi sembra invertito, ma normale. Accendo uno schermo mentale sulle luci del centro, mi sembra che il mio decoder sia difettato. le immagini mi arrivano incrostate di pixel malati. Mi guardo attorno e tra tanti rumori trovo un lungo silenzio, dentro di me. E' come se mi sentissi circondato da porte chiuse.
Ho bisogno di qualcuno che non mi consideri una sua esclusiva. Mi sento pronto per entrare in una nuova dimensione, ma proprio quando me ne convinco le chiavi d'accesso delle porte chiuse mi cadono nel tombino. Sono nato per morire, ma non né faccio una scusante.
Mi sento tutto pieno di polvere, mi sembrano anni che non mi spolvero:
allora per anni continuo a non spolverare... 

sabato 13 ottobre 2012

Expo



Come posso farti capire che di più non posso? Questo è il massimo, non riesco a cambiare; e neanche a crescere. Lo vedo quello che sono diventato, so cosa aspettarmi da me.
Questa città è ormai una grande Expo di individui senza volto: made in expo, ecco chi sono, un individuo come tanti. Muovo le mie intenzioni come in una battaglia navale: C11, D12...
Ma tu vuoi sempre di più, vuoi inibirmi il sistema nervoso. Questo mi innervosisce. Sono a secco di idee: non ho più voglia di inseguirti, non voglio venire a cercarti, non voglio trovarti.
Fa conto che la tua innovazione sia l'avermi perso per sempre.
Dovevi pensarci prima, quando mi lasciasti da solo per andartene a Milano da quella troia, papà...

giovedì 11 ottobre 2012

Disfunzioni da Grand Homme


Faccio il grand homme, finché non mi dice che è pazza di me e non so come liberarmene...
Con quelle che sono solo amiche mi giustifico sempre, preciso ogni volta che per me sono come sorelle...
Con certe tipe mi sfogo solo quando sto storto: quando poi tutto mi gira bene sparisco...
Mi spaccio per gentiluomo, non parlo delle mie conquiste: tranne quando ne parlo...
Cerco di tenere a bada quelle aggressive, che ti rispondono a tono e ti fanno sentire vittima...
Fingo bene la profondità dei sentimenti, ma quello che mi interessa sono culi e tette media taglia...
Quando con qualcuna ci provo e mi va male la sputtano senza mezzi termini...
Faccio il duro, mi fa sentire cool, salvo incontrare quelle che vogliono prendere le tue difese a tutti i costi...
Faccio quello "armiamoci e partiamo", sparo "amore tesoro cucciolo", ma quando è il momento scatta il "non mi sento pronto"...

Manca il punto 10, dato che è un decalogo: perché a volte mi sento donna...

(liberamente ispirato al Decalogo dell'Uomo Medio di Roberta Fiano)